SERGIO CARLACCHIANI – DISINQUINAMENTE

 Sergio Carlacchiani
Pensare diVerso/ Pattumiera poEtica

Sergio Carlacchiani ( pseudonimi: Karl Esse – Sergio Pitti) è nato nelle Marche, a Macerata nel 1959. È un artista interdisciplinare: performer, declamAttore, doppiatore, poeta e pittore. Direttore artistico di varie rassegne teatrali.

Durante la settimana del Salone del Mobile l’attore e artista multidisciplinare Sergio Carlacchiani è intervenuto, all’interno della mostra Disinquinamente 2016 Fuorisalone Milan Design Week, con la performance Disinquinamente 1993-2016 Pensare diVerso: Pattumiera PoEtica.
La performance ha ripreso una precedente collaborazione con Sergio Costa, Presidente di Associazione Culturale Plana e amico dell’artista, realizzata nel 1993 a Pesaro. A seguito della performance, Carlacchianí ha voluto donare a tutti i partecipanti la poesia Preghiera, opera multiplo realizzata in una serie firmata e numerata da i a 100.

Pattumiera poEtica, Sergio Carlacchiani recita “Preghiera” durante la performance. Cortile interno, Piazza grandesign.

Una straordinaria descrizione dell’ artista è stata presentata da Claudio Nalli – critico d’arte, scrittore, docente di arte antica, moderna e contemporanea – all’interno delle pagine di Fascicolo 2016: 

Nolli coglie a pieno, nelle sue riflessioni, la sorgente PoEtica che sostiene la stratificata opera artistica dell’autore e dà concretezza ed efficacia al suo pensare di-verso.  Vuole così offrire al pubblico, in maniera ordinata, le poche ma nitide chiavi d’accesso alla sua Poiesis. Si tratta di un processo che tenta di ricondurre la mente occidentale/ Téchne (razionale e strumentale) natura armonica, originaria, fondatrice e, a vote, indomabile. Ciò è possibile se l’ Anima/ Psyché si mette in cammino verso il centro dell’Essere.

Pattumiera poEtica, Sergio Carlacchiani, 2016, Scultura, Cortile interno, Piazza Grandesign. Fotografia di Adriano Caramenti.

Le sue performance sono dunque delle vere e proprie epifanie e sorgono dallo scontr0 tra Psyché e Téchne: questa lotta è per definizione disinquinante. Qui, in questo vuoto storico e sociale apparente, per Sergio è possibile una ri-configurazione etica “animata” dell’agire, un riapprodo alla naturalità.Ma tutto ciò non è solo teoria, è anche fisica, e richiede un allenamento folle, leopardiano, per diventare sostenibile.

Sergio Carlacchiani non ha mai fatto della Téchne il suo faro, o la sua stampella, e proprio questa mancanza lo ha sottratto alle gabbie della produzione e lo ha tenuto vicino alla Psyché, attraverso la quale, rifiutando i sistemi dominanti e suggerendo il ri-fiuto delle realtà putrefatte in aree tecnicamente periferiche, ridà un’anima alle cose.

Copertina di Fascicolo anno XVII, numero 40, gennaio-marzo 1992, edito da Associazione Culturale Plana.

I suoi ri-fiuti po-etici non sono tecnicamente pre-potenti, non sono di serie, né finalizzati, è una sensibilità che sfugge ad una pro-duzione tecnicamente orientata, confinata e garantita dal valore di scambio; sono ri-fiuti cangianti, s-dopanti, a-politici, ecologica-mente e carlacchiana-mente disinquinanti.

L’opera di Sergio Carlacchiani è pro-vocatoria, de-clamatoria ed e-vocatrice.  rivendica il diritto all’Essere e cerca la presenza dell’Essere.

 

Fonti:
Fascicolo 2016, pp. 20-23
https://www.youtube.com/channel/UC83MkKHLEjCKge9qndpkoJA
https://sergio-carlacchiani.blogspot.it/
https://sergio-carlacchiani.blogspot.it/p/poesie.html
SERGIO CARLACCHIANI – DISINQUINAMENTE
Tags: