UGO LA PIETRA – UNA FORZA INTERIORE

Officine Saffi, centro specializzato nella ceramica contemporanea collocato a pochi passi dalla stazione di Cadorna, propone una mostra dedicata a Ugo La Pietra e Giovanni Mengoni dal nome Una forza interiore.

Ugo La Pietra – Una forza interiore. Visione generale della mostra. Galleria Officine Saffi.

 

Ceramiche dedicate al tema della “virilità”.

“Un forza interiore”, dove l’allusione a una forte muscolatura dà espressività alla forma, accentuata anche dalle superfici nere, compatte, lucide come la pelle sudata di un lottatore arcaico. Un’energia fisica ed emotiva capace di modificare l’equilibrio delle forme tradizionali dei vasi, accompagnati da oggetti votivi.

Ugo La Pietra

 

Ugo La Pietra – Una forza interiore. Visione in dettaglio della mostra. Galleria Officine Saffi.

 

Le opere in mostra sono il frutto della pluriennale collaborazione di Ugo La Pietra con il già citato Giovanni Mengoni, i due sono stati capaci di fondere in maniera del tutto armoniosa la visionarietà dell’artista con il pensiero logico del designer e l’abilità dell’artigiano.

Giovanni Mengoni è un maestro ceramista umbro specializzato nella lavorazione del bucchero, e da anni si occupa di ricerca e innovazione del far ceramica cercando di applicare tradizionali metodi di lavorazione su contemporanei oggetti di design.

Ugo La Pietra ha ancora una volta interloquito con sapienze artigianali radicate e ha smontato e rimontato, nella sua testa e in una fornace perugina, l’idea e il possibile del bucchero.
È il Bucchero infatti il protagonista di tutte le opere in mostra alle Officine Saffi. Si tratta di un materiale antico, raro, mistrerioso: è limitato, perché intimamente anestetico, per quel suo inghiottire la forma, le sue tettoniche e le sue misure spaziali, in una nerità lucida che tutto assorbe, a cominciare dal possibile di bellezza. Ma è comunque capace di interpretare una visione contemporanea, come quella di Ugo La Pietra.

Disegni di La Pietra per le opere in bucchero di Mengoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ugo La Pietra non poteva non incontrare, nel suo percorso proliferante e curioso – curioso per energia intellettuale, per tensione critica – il bucchero, e non poteva non esporlo alle Officine Saffi, centro internazionale di ricerca sulla ceramica contemporanea. Il risultato di questa collaborazione è una mostra monocromatica dalla forte carica espressiva, quasi primitiva, dove l’artista, grazie all’aiuto dell’artigiano, ritorna ad auscultare la materia per divenirne maestro, faber; senza però dimenticare la profonda riflessione critica alla quale Ugo La Pietra tutto sottopone.

Opera con due firme: Ugo La Pietra e Giovanni Mengoni.

 

Nota degna di interesse sono le firme che viengono poste delicatamente sul fondo dei vasi.
Ugo La Pietra è l’unico artista che firma le sue opere con due nomi: il suo e quello dell’artigiano che ha realizzato l’oggetto, in questo caso il maestro umbro Giovanni Mengoni.
Nominare qualcuno significa dargli la giusta importanza e riconoscere il valore aggiunto che il suo nome può portare all’opera. Purtroppo, ribadisce più volte La Pietra, nel mondo del design e dell’industria l’artigiano, il maestro d’arte, viene spesso nascosto.

Souvenir dalla esplicita fertilità virile.

Sono esposti nella mostra dei souvenir – letti come degli ex voto- che, a prima vista, possono davvero sembrare inosliti in quanto simboleggiano, in maniera del tutto esplicita, la fertilità maschile.
Qui si apre un tema caro a Ugo La Pietra: quello relativo alla memoria.
La ceramica è in grado di dar vita ad oggetti fortemente tridimensionali, in cui la tridimensionalità non allude solamente alla loro ovvia fisicità, ma anche ai possibili e continui riferimente alla storia della memoria. Attraverso questi souvenir Ugo vuole remar contro la crescita esorbitante di immagini bidimensionali relative a quella relata virtuale proposta dal sempre più ampio uso della telematica e informaica. Vuole portare nelle case un ricordo, fisico e materiale, avente una qualità estetica e artistica vibrante.

La ceramica è infatti la più antica espressione di cultura materiale italiana, capace di descrivere e rappresentare le abitudini e le ritualità dei vari comportamenti sociali di un luogo specifico senza mai togliere un alto quoziente di artisticità. Questo atto è portatore di una rinascita, se pur delicata, del passato simbolico, mitico e rappresentativo.

 

Fonti: 
Catalogo mostra Ugo La Pietra – Una forza Interiore
La ceramica in Italia e nel mondo, autunno 2017
La ceramica in Italia e nel mondo, giugno 2015
UGO LA PIETRA – UNA FORZA INTERIORE
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