L’ Associazione

L’Associazione Culturale Plana nasce nel 1977, nella città di Milano, promuovendo sin dai suoi albori numerose iniziative di carattere culturale, sociale e informativo. L’Associazione pone le sue radici nell’opera di Sergio Costa, fondatore e presidente, che già nel 1974 costituisce Plana, azienda produttrice di oggetti di arredamento e illuminazione che, in una visione insolita per quel momento, si prefigge obiettivi che vanno oltre la produzione e la distribuzione di prodotti di qualità sostenibile. Due anni più tardi, nel 1976, viene concepita la rivista Fascicolo, con lo scopo di dare voce alle nuove idee e contenuti ETICI, riflettendo sulle tematiche dell’architettura, arredamento, arte, comunicazione, design, filosofia, letteratura, marketing, moda, grafica e fotografia. La rivista accompagna da sempre l’operato dell’Associazione come veicolo di comunicazione culturale.


Sin dal principio, l’Associazione elabora e sviluppa rapporti nell’ambito del design industriale e nel mondo dell’arte, indirizzandosi da subito verso i processi d’innovazione ETICA, e promuovendo la cultura del design di qualità sul territorio e verso la collettività. Valorizza l’immagine internazionale di giovani talenti, designers e aziende italiane, sostenendo la cultura dello sviluppo sostenibile, organizzando iniziative sociali e campagne di sensibilizzazione.
Sostiene nel 1993 l’ideazione del prestigioso Grandesign che, dal 2005, viene presentato con il marchio grandesignEtico: punto di incontro tra gli esponenti del mondo del design, dell’industria, della creatività e dell’arte che si contraddistinguono per eccellenza qualitativa e visione etica. grandesignEtico persegue un programma di eventi finalizzati sia alla divulgazione della cultura del design italiano, al fine di promuovere l’eccellenza nei mercati emergenti o consolidati.

L’Associazione Culturale Plana si dedica anche ad un rapporto diretto con l’arte. Numerose sono le iniziative con la realizzazione di eventi, come gli inediti di Ugo la Pietra, le riflessioni su Mimmo Rotella, le esposizioni sull’arte da indossare, sugli artisti Hsiao Chin, Fathi Hassan Ko Isao Yajima ed altri ancora. Numerosi sono i Convegni e le Mostre Internazionali per le quali l’Associazione Culturale Plana ha ricevuto l’invito da parte dai governi di rappresentare il design italiano. Da ricordare gli eventi:

  • 1977 Ginevra, Palazzo delle Esposizioni
  • 1989 Tokyo, Galleria Axis, “Bici Design”
  • 1997 Belgrado, “Il design Italiano”
  • 1999 Taipei, “Il design italiano a Taipei”
  • 2002 Dongguan, “Design italiano a Dongguan: creatività e innovazione del design italiano in Cina”
  • 2010 New York, “Personalissimo”
  • 2013-14 Montreal, “SIDIM”

Gli eventi hanno goduto del supporto e della collaborazione di importanti aziende nazionali ed internazionali, leader nei propri settori ed operanti, non solo nello specifico settore del design, ma anche nell’artigianato e nella comunicazione. Anche le istituzioni hanno, da sempre, assunto un ruolo rilevante nella storia di Associazione Culturale Plana: Comuni, Province, Regioni, Camere di Commercio, ma anche Fondazioni, Musei, Istituti professionali e Università. Protagonisti di un percorso, lungo 27 anni. Realizzazione dei Presidi Regionali per avviare una sensibilizzazione e nuove progettualità nell’indirizzo del pensare Etico.

I nostri Pilastri Etici


1. La nostra azione ETICA non si prefigge di cambiare la società.

Questo punto è fondamentale per non suscitare aspettative errate. Un processo soggettivo come quello di “pensiero”, non può essere “agente” di trasformazione della nostra società. La trasformazione esiste nei comportamenti, nei modi, nelle dinamiche di mercato, ma si rimane nella
medesima piattaforma sociale.

2. La nostra azione ETICA si prefigge di potenziare l’allenamento di gruppo.

Lo scopo è quello di affinare mentalità e riflessioni nell’ottica di poterle applicare in una futura società. Se la trasformazione non esiste in senso sociale, esiste nei comportamenti, nelle dinamiche soggettive e oggettive possibili. Pertanto il nostro compito è allargare le esperienze, supportare e segnalare i processi nell’ottica di una potenziale ed efficace dinamica nella e della collettività. Consideriamo la nostra azione come una spinta propositiva all’agire ETICO.

3. Ci proponiamo di essere un organo osservatore della realtà.

L’obiettivo è cogliere e rendere visibili i comportamenti ETICI di quei individui che si impegnano verso gli altri, lontano da atteggiamenti individualistici e conservativi. Il nostro lavoro non si indirizza all’individuo singolo, ma alla collettività. Le esperienze ETICHE monitorate devono essere vagliate nell’ottica della qualità collettiva, cioè esperienze che permettono grazie alla propria azione di sensibilizzare e qualificare processi per la collettività. Per sua vocazione l’atteggiamento ETICO si esprime come relazione progressiva in seno al nostro comune vivere. La nostra visione di ETICA si distanzia da atteggiamenti di tipo conservativo.

4. La nostra azione ETICA non ha lo scopo di costruire “salotti intellettuali“.

La nostra volontà è di evidenziare le esperienze rivolte alla valorizzazioni di concreti progetti ETICI. Tutto ciò che viene identificato come puro intellettualismo, inteso come azione teorica non collegata all’agire pratico, viene posto ai margini dell’attività dell’Associazione. Agire significa in primis, cogliere le esperienze meritevoli, concrete, supportare iniziative per l’elaborazione e l’osservazione dei mutamenti reali.

5. L’istituzione di rapporti relazionali, board e commissioni di valutazione sarà pensata nell’ottica dell’azione ETICA.

L’intento è quello di azione diretta, per consentire qualità nell’ottica lavoro concreto e dell’esperienza specifica di settore. Anche l’istituzione dei gruppi di lavoro sarà valutata con atteggiamento ETICO, in un ottica di uguaglianza e competenza. Il lavoro ETICO sarà sviluppato nei principi di solidarietà, di collaborazione e di condivisione.

6. Esperienza ETICA nei rapporti con le attività commerciali.

La valutazione dell’esperienza e del progetto ETICO, non può essere collocato al di fuori del sistema di mercato. Tuttavia, gli scopi commerciali del progetto saranno posti in secondo piano: la riflessione sarà elaborata e considerata in primi sulla base dei valori ETICI prodotti.

Le 16 aree di valorizzazione Etica

1. Innovazione

Processi e progetti di trasformazione che producono crescita dei valori ETICI.

2. Salute e sicurezza

Ricerca indirizzata alla qualità della salute collettiva, che di conseguenza produce sicurezza collettiva.

Progetti per la sicurezza collettiva che incidono sulla salute collettiva.

3. Design del progetto

Design inteso come progetto che potenzia e produce valori ETICI.

4. Sostenibilità del processo

Progetti che valorizzano i processi nell’ottica della sostenibilità ETICA.

5. Responsabilità individuale e sociale

Azioni individuali o sociali che producono valori ETICI.

6. Attenzione alla cultura e al territorio

Valorizzazione della cultura e territorio come bene collettivo.

7.Cruelty free

Azioni ETICHE nell’ottica del rispetto delle specie animali e vegetali.

8. Rispetto dell’identità e biodiversità

Salvaguardia dell’identità e della biodiversità come valori collettivi.

9. Tracciabilità di filiera

Conoscenza del punto d’origine e finale del processo per qualificare il valore ETICO del progetto.

10. Riduzione dello spreco, riciclo e recupero

Riduzione dei quantitativi utilizzati.

11. Condivisione

Condivisione come valore ETICO contro l’individualismo imperante.

12. Impegno nel sociale

Azioni e progetti che permettono di qualificare le negative dinamiche sociali.

13. Risorse e gestione dei materiali

Risorse e materiali devono essere considerati valori collettivi.

14. Salvaguardia dell’ambiente

Salvaguardia dell’ambiente significa comprendere il senso della collettività.